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ATHOS ci ha fatto pervenire un suo scritto riguardo al calcio tursitano
TURSI: ancor prima di nascere la stampa locale, in quel di Tursi vi erano veri e propri Gladiatori, che nel vecchio campo sportivo, mettevano paura a squadre tipo: Matera, Potenza, Policoro, Ferrandina, Pisticci, e chi più ne ha più ne metta tanto loro non avevano paura di nessuno.
Le regole del gioco del calcio sono pressoché invariate, l’unica differenza si vedeva nel modo di giocare dei protagonisti.
Quando scendevano in campo, non scendevano da fenomeni, ma da “CAMPIONI”, pieni di umiltà, passione, cattiveria agonistica, e senza troppi tatticismi ed estetismi, con le scarpe rotte allacciate con lo spago.
Ragazzi, “all’epoca lo erano”, che prima di entrare in campo erano passati dai campi di grano, contadini di rispetto, che non contenti della fatica, scendevano in un campo sportivo di terra battuta correndo come dei dannati, indemoniati di passione, con il vento che soffiava alzando polvere.
Campioni che oggi in nessun quotidiano “locale” o bimestrale “locale”, vengono menzionati, come se il vecchio non esistesse più, dimenticato da giovani disinteressati dalla vera storia calcistica Tursitana, e dei loro protagonisti.
Ma allo stesso modo, non avevano la presunzione di considerarsi campioni, “nonostante lo fossero”, ed i giornalisti non li menzionavano minimamente nei loro scritti quotidiani.
Oggi la realtà calcistica Tursitana è diversa, i tempi cambiano, e con loro sono cambiati i protagonisti, forse è cambiata anche la stampa.
La passione è cambiata, le scarpette sono cambiate, il pallone è cambiato, il gioco del calcio è cambiato, il vento resta lo stesso ma la polvere non si alza, campi in erba sintetica e non.
I protagonisti cambiano, quelli di oggi sono tutti fenomeni del calcio lucano, gente che ci crede forse un po’ troppo, scendendo in campo da campioni, con tattiche, estetismi della serie “A”, chiacchiere da giocatori di spessore quasi mondiale.
Il presente non fa onore al passato calcistico della nostra terra, mentre in tempi non molto lontani, il calcio locale metteva paura alle squadre di spessore sopra menzionate, oggi non mette paura a nessuno, anzi mette angoscia a coloro che hanno il calcio nel cuore ed hanno fatto, costruito dal nulla la nostra storia.
I primi attori di oggi se ne vanno a giocare in squadrette della provincia di Matera, dove non hanno né arte e né parte, mentre nel loro piccolo paesino, potrebbero essere e costruire la storia.
Ma gli stessi essendo fenomeni cercano garanzie, progetti per il futuro, vogliono allenatori di spessore mediatico, una società che garantisca loro il minimo salariale.
Infatti il nostro calcio si è ridotto al minimo, senza giocatori, senza allenatori, senza società, con due squadre: una che fa la TERZA CAT. l’altra la SECONDA CAT, in questa realtà non ci sono campioni, ci sono al massimo forse giocatori, ci sono forse allenatori e forse c’è la società, di certo ci sono troppe squadre “due in un paese di 3000 anime sono troppe”.
Ma di certo se tutti quei fenomeni, non si mettono in testa che alla loro età è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, scendendo dal loro piedistallo di sabbia, mettendoci la voglia di crescere, far crescere e costruire qualcosa, il calcio nostrano è destinato a fare una brutta fine.
Speriamo per un futuro calcistico migliore, che il nostro calcio possa ritornare a far parte di quei palcoscenici che gli competono, anche senza campioni, quelli del resto giocano in serie “A, B, C”.
Le nostre vecchie glorie calcistiche sono campioni, in quanto gli stessi non facevano chiacchiere ma fatti.
Campioni non si nasce si diventa!
ATHOS
