"Questo giornale sarĂ la vostra rovina ..."
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TURSI- RABATANA
2 AGOSTO 2006

“Il 2 Agosto la Rabatana prende vita”. Abbiamo scelto questo come slogan della nostra prima esperienza sociale.
Con la presunzione di “dare vita” ad un rione tanto splendido quanto abbandonato, sintetizziamo il nostro bisogno di fare ancora una volta un qualcosa di più.
“Le vie dell’Arte”: uno spazio che crea l’opportunità di esprimere e comunicare in modi diversi le proprie emozioni, per condividere le proprie esperienze.
Artigianato, pittura, disegni, musica, fotografia e proiezioni.
IL PROGRAMMA
Ore 20.30: “LMG”. Gruppo locale di musica rock - progressive.
Ore 21.30: “SLOWMOTION DREAM”. Gruppo locale di musica dark - progressive.
Per tutta la serata: “MUSICAMIGRANTE”.
Tutto ciò che è popolare, folk, tradizionale ed etnico viene riproposto da una allegra combriccola errante per le vie dell’antico borgo arabo tursitano. Il tutto incorniciato da opere d’artigianato, disegni, foto e proiezioni a tema.
Accorrete!
I membri dell’Associazione di volontariato “il Ventilatore”
PS: presto pubblicheremo un post con le attività e l’organico della nostra Associazione.
25 luglio 1956, ore 23,10, Oceano Atlantico nei pressi dell'isola di Nantucket, zona di mare a 180 miglia dalla costa americana. Italo Jacy Rainato, 52 anni, fotografo di bordo della Turbonave Andrea Doria, ammiraglia della flotta passeggeri italiana, è nel suo laboratorio intento a sviluppare i rullini delle foto che ha scattato qualche minuto prima nel salone della nave. Accanto a lui c'è l'aiutante Enrico, un giovane al suo primo viaggio per mare. Devono sbrigarsi perché prima di mezzanotte devono fare la consegna delle stampe.
Dal ponte di comando il comandante in seconda Magnanini ha impartito degli ordini a Pirelli, che governava la lancia, e ci siamo recati a poppa. Il telefono era interrotto e gli ordini ormai si potevano impartire solo a voce.
Circa dieci euro per chilometro percorso, senza contare spese extra e l’impossibilità di monitoraggio sull’applicazione delle tariffe. Percorrere, quindi, solo dieci chilometri al giorno per trenta giorni, rimanda ad un salario di circa 2400 euro mensili. A questo si aggiungano le assurde agevolazioni sull’acquisto del veicolo e sull’acquisto di carburante.
Questo è il mondo dei TAXI in Italia, un mondo che ha la presunzione di affermare di “fare servizio pubblico”, mentre i dipendenti delle società tramviarie vivono col minimo sindacale e da precari da anni ormai.
Il recente decreto Bersani sulle liberalizzazioni vuole liberalizzare, appunto, molti settori come questo (farmacisti, notai e molti altri), ma qualcuno non è d’accordo e fomenta le polemiche e le rivolte. Per carità, il diritto di sciopero e protesta non deve essere negato a nessuno, ma l’economia italiana è con le ginocchia a terra e quando si parla di sprechi, si dovrebbe pensare a queste categorie che non solo sprecano, ma che lucrano facendo leva su un grado libertà troppo alto, che non rispetta le norme più elementari di concorrenza leale e civile.
Ciò che fa ridere è che chi critica aspramente questo decreto si definisce liberale e ciò che fa piangere è che se da un lato si invita al dialogo tra le parti, dall’altro si innalza sempre più un muro invalicabile.
C’è chi non vuole quest’Italia, c’è chi vuole cambiare qualcosa e, dato che non lo si fa da vent’anni, che si rispettino i ruoli, le competenze e le professionalità di chi vuol cambiare una volta per tutte.
Roma, 14 luglio -
Queste le prime sentenze emesse dalla Caf del presidente Cesare Ruperto nell`ambito del processo a `calciopoli`.
JUVENTUS: retrocessione in Serie B e 30 punti di penalizzazione. Non assegnazione dello scudetto 2006 e revoca del titolo 2005.
MILAN: penalizzazione di 15 punti nella prossima Serie A, 44 punti di penalizzazione nello scorso campionato che significa esclusione dalle Coppe Europee.
LAZIO: retrocessione in serie B e 7 punti di penalizzazione.
FIORENTINA: retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione.
LUCIANO MOGGI: cinque anni di inibizione con proposta di radiazione
ANTONIO GIRAUDO: cinque anni di inibizione con proposta di radiazione
DIEGO DELLA VALLE: quattro anni di inibizione e 30 mila euro di multa
ANDREA DELLA VALLE: tre anni e mezzo di inibizione
SANDRO MENCUCCI: inibizione di 3 anni e 6 mesi
CLAUDIO LOTITO: tre anni e sei mesi di inibizione piu` una multa di 40.000 euro
FRANCO CARRARO: quattro anni e sei mesi di inibizione
INNOCENZO MAZZINI: cinque anni di inibizione
ADRIANO GALLIANI: un anno di inibizione
LEONARDO MEANI: tre anni e sei mesi di inibizione
PIERLUIGI PAIRETTO e TULLIO LANESE: due anni e sei mesi di inibizione
DOMENICO MESSINA, PAOLO TAGLIAVENTO, GIANLUCA ROCCHI, PASQUALE RODOMONTI, PAOLO BERTINI: prosciolti
MASSIMO DE SANTIS: quattro anni e sei mesi di inibizione
PAOLO BERGAMO: difetto di giurisdizione
FABRIZIO BABINI: un anno di inibizione
CLAUDIO PUGLISI: un anno di inibizione
GIANLUCA PAPARESTA: inibizione di tre mesi
PAOLO DONDARINI: inibizione di 3 anni e 6 mesi
GENNARO MAZZEI: inibizione di 12 mesi
PIETRO INGARGIOLA: ammonizione
Che ne pensate? Giusto, non giusto? L'indomani della consacrazione mondiale lo sport può intravedere un futuro roseo? Il sistema giustizia ha funzionato? Capisco che i non addetti ai lavori rischiano di cadere in discussioni da Bar Sport, ma ci piace dire la nostra anche su questo.
Sensazioni, ricordi, caos, non sto qui a parlarvi di questo perché sono sicuro che ognuno di noi ha provato emozioni uniche ieri sera. Sì, uniche e magiche. Vi parlo di un esperimento, nato per caso prima e cercato e rincorso dopo. La voglia di condividere quelle emozioni, quei batticuore assurdi, quelle urla contro un televisore, forti, come a voler farle arrivare fino lì, a Berlino. Ho cercato sempre di guardare la partita della Nazionale sempre con persone diverse, sempre con tante persone come per unirmi con tutti fisicamente, ma anche e soprattutto spiritualmente. Materazzi lo chiama Matrix: io fino ad un mese fa odiavo questo giocatore, ora non riesco proprio a non prenderlo come un idolo. Quel Matrix che ha unito davvero tutti gli italiani in un’unica speranza, un Matrix che ci ha fatto uscire per le strade e abbracciare gente che mai abbiamo visto, che ci ha fatto plasmare con il resto, come un immenso e magico blob. Invadente, coinvolgente.
Ora è il momento di tornare alla normalità, lo so, alla routine e non so quanto ci vorrà, vi prometto che torneremo a scrivere di altro, di tutto, ma lasciatemi sfogare quest’ultima volta per coinvolgervi ancora di più nella mia gioia di ragazzo, tifoso, (quasi) uomo …
Inizia la partita, tutto normale fino a quel rigore di Zidane: Gigi paralo, pensavo. Poi la palombella del campione e un pugno sul palmo della mano forte, a farmi male, come se avessi sbagliato io e nessun altro. La partita va avanti, non conto più le urla, i colpi con i piedi a terra, mi prendo a pugni quel palmo della mano e sono sicuro che fino alla fine mi farò davvero male. Sussulti, imprecazioni, la voglia infinita di capire il perché delle sostituzioni di Marcello (come se un allenatore sapesse fare solo quelle), quei denti stretti stretti quando Fabio Cannavaro entra e toglie la palla a Henry, quei gemiti soppressi quando Ringhio Gattuso si getta addosso a Ribery per fermalo, quegli sguardi fissi sui lanci di Pirlo che andavano lenti, troppo lenti. Oddio che serata. Poi i rigori, lì vedo Del Piero che parla con Buffon, gli leggo il labiale. Chi guarda la partita con me mi chiede se sono d’accordo sui cambi, sulla partita, ma gli rispondo che l’unica cosa che mi interessa è vedere quella scritta “ANDREA“ sul bicipite del capitano.
“Abbiamo fatto tutto Gigi, questa è la storia…” e lì penso per la prima volta dal 12 Giugno che questi qui si sono arresi di nuovo di fronte alla sorte maledetta, poi leggo il labiale di Marcello : “ Signori, se ve la sentite bene, sennò scelgo io chi tira” e lì mi sono sentito protetto protetto, il grande signor Lippi ha rassicurato anche me.
E poi tira Fabio Grosso… Mi getto di ginocchia a terra, abbraccio quel televisore e riesco solo a lasciarmi andare in un pianto rabbioso, gioioso, indescrivibile. Corro al pc: devo scriverlo, devo dirlo anche ai miei lettori. Non riesco e digitare SPLINDER, poi scrivo l’unica cosa che mi viene in mente, CAMPIONI. Che colore uso, azzurro, giallo? Poi prendo il primo che trovo e via. Inizia la notte, una notte indimenticabile che il destino ha voluto che per me sia stata una notte totale, fatta di gioie ma anche di sofferenze, di ansia e sconcerto. Stamattina, frastornato e nel limbo del dormiveglia, mentre cerco di capire ancora qualcosa della serata di ieri, il mio fido coinquilino Antonio mi sveglia e mi dice: “Questa è tua ehy, tieni qui!” E’ la Gazzetta dello Sport: una scritta, quella benedetta scritta ANDREA che regge quei 20 centimetri di oro. Penso: siamo davvero i campioni del mondo!

Riusciremo a battere la Francia di Zidane, Henry e Vieira? Riusciremo a piegare i francesi così come abbiamo zittito le arroganze dei tedeschi? Lo meritiamo, meritiamo di passare alla storia?
A voi!
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