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"<LIBRO> LIBERO PER DAR SENSO AL VUOTO" Cari lettori,
sono passati circa 10 anni e la squadra di calcio del Tursi, ritorna nella serie che più gli compete, la Prima Categoria.
La Città di Pierro ha sempre vantato nella Lucania calcistica un buon parco giocatori, che giocando nel Campo Sportivo “Angelo Cuccarese”, deliziavano i numerosi spettatori, che sedevano all’interno delle loro macchine nelle giornate invernali, oppure erano assiepati sulla collinetta antistante il campo di gioco nei periodi più caldi.
Correva la primavera del 1980, quando il Tursi militava in prima categoria, ed ambiva a vincere il campionato, ma è stata beffata nelle ultime partite dal Rotondella, storico!
All’epoca la squadra era composta da ottimi elementi, in porta vi era uno che a parere dello scrivente è stato il migliore in assoluto, Vincenzo Francolino, in attacco una punta fantastica veloce e con un tiro ottimo, Lorenzo Spadafora, al centrocampo vi erano dei mastini tecnici e grintosi. La squadra si chiamava REAL PANDOSIA TURSI. “Storia”.
Scusate mi sono perso nei ricordi, ma torniamo al presente che se dovesse continuare ci può ancora dare soddisfazioni. “storiche”.
Oggi al posto della collinetta trasformata in tribuna vi è un grosso istituto tecnico e per geometri, quindi non si vedono più quei tifosi irruenti, adesso le tribune sono presso le case popolari.
Ma con o senza le tribune, e forse è il caso di dirlo con o senza un campo sportivo, il Tursi primeggia di nuovo nello sport più amato del secolo.
Come ho scritto di recente è bastata la volontà è l’impegno di poter dare al calcio nostrano una vera identità. Siamo passati dal fanalino di coda della terza categoria, alla promozione dalla seconda categoria alla prima, questo grazie all’unico intendo dei protagonisti vincere unendo le forze.
Infatti le forze si sono unite lo scorso inizio anno calcistico, che ha visto la fusione delle due società calcistiche, e con non poche difficoltà il progetto è stato portato al termine.
Il progetto ha partorito l’ambita promozione, i Mister, la società, l’intero staff. Si sono impegnati, ed è grazie a loro che adesso il tifoso Tursitano, al posto di stare a casa davanti alla TV a vedere il campionato Italiano di serie A, può andare allo stadio “forse”, oppure alle tribuna situate presso le case popolari “probabile”, per vedere giocare i propri beniamini giocatori. Il progetto deve continuare, il vivaio deve far crescere le nuove leve, ed il Tursi deve giocare al calcio come ha sempre fatto negli anni addietro.
ATHOS
Domenica 4 MAGGIO 2008 alle ore 19,45 presso la sala riunioni della Scuola Elementare di Tursi (MT), il prof. A. Rondinelli presenta in anteprima assoluta per la Basilicata il romanzo:
“LA SABBIA NELLA CLESSIDRA” (Archivia Editrice)
di Raffaele Pinto
Interverranno inoltre il dir.scolastico prof. P. Critone, il dott. B. D’Alessandro (giornalista) e il dott. G. Martemucci (giornalista).
Durante la serata saranno eseguite musiche per pianoforte e voce dalle professoresse T. Pisciotta (pianoforte), A. Girardi (mezzo soprano).
"<LIBRO> LIBERO PER DAR SENSO AL VUOTO"
I giri di parole ora non rendono onore al popolo italiano: Berlusconi ha vinto, Veltroni no.
Da questo si deve partire prima di tuffarsi in analisi azzardate. La mia, magari faziosa, magari esagerata perché “di parte”, o forse semplicemente perché a caldo, dice che Berlusconi ha vinto e può finalmente avviarsi verso il Quirinale, Veltroni non poteva oggettivamente fare di più, Bossi cambierà il paese realizzando i suoi sogni, la sinistra è morta, se mai ce ne fosse stata una da vent’anni a questa parte. Da sinistroide mi sento di dover colpevolizzare chi ha scelto di governare con Prodi seduto al fianco di Mastella, chi ha manifestato contro il proprio governo e soprattutto chi, nonostante questi due fattori, non ha mai capito che il vero male della sinistra italiana è la sua frammentarietà che ieri poteva essere attribuita ad un Ulivo figlio della Democrazia Cristiana, ma che oggi coinvolge solo chi disegna falce e martello sulle proprie bandiere: in Parlamento la destra sarà rappresentata (almeno in parte), idem il centro, la sinistra no. Questo è più che sintomatico di un cancro generazionale, nato nel 1996 con la rivoluzione di Rifondazione Comunista e morto, si spera, oggi con la debacle della “sinistra l’arcobaleno” et similia. Permettetemi di colpevolizzare anche chi ha inneggiato all’antipolitica che mettendo un ulteriore punto interrogativo in uno scenario già di suo molto poco chiaro, urlando allo scandalo della “casta”, all’immobilismo delle cariche, ma che si è creato addirittura un proprio simbolo e si è presentato agli elettori, non ha fatto altro che frammentare ulteriormente un elettorato che aveva bisogno di trovare un’identità, non di aggiungere colpe su colpe a leader che DEVONO capire cosa voglia la gente: non crediamo in questo sistema? Bene, che ci si esprima da cittadini democratici, con i mezzi che la democrazia, conquistata col sangue e con i lutti, ci ha regalato, perché altrimenti non si è democratici, ma populisti, anzi propagandistici.
A destra tutto rose e fiori, non mi esprimo. Certo però che un po’ di paura la provo: paura nel vedere la Lega Nord col 26% in Veneto, paura nel vedere Bossi che prima dichiara di imbracciare i fucili contro il potere centrale e che fra un mese avrà nelle sue mani uno, forse due Ministeri. Ho paura perché vedo che la Lega ha vinto anche al sud, ho paura perché con questo risultato storico non potrà non chiedere dazio a Berlusconi in termini di “federalismo” che tradotto in padano significa SECESSIONE. Paura nel vedere un nuovo governo che non si sa di che colore sia: qual è il primo partito della coalizione? Quello nato su un sedile di una berlina lussuosa in quel di Milano a Natale? O quello dei neofascisti che prima si scagliano contro la nascita anomala dei Movimenti delle Libertà, ma che poi sorridono al profumo del velluto rosso delle poltrone romane che sarebbero inevitabilmente arrivate con questa tornata elettorale? Alla fine mi dico che forse il primo partito sarà proprio la Lega, il partito che urla “Roma ladrona” dopo aver festeggiato il voto di un Paese intero.
Certo è che ora è il momento di finirla con le chiacchiere, che si governi un’Italia a crescita zero, che si dia dignità al mondo del precariato e che si combatta la mafia. E se riusciamo a farlo anche con un’opposizione costruttiva e determinata, dimostreremo che non siamo proprio il paese dei mandolini al sole. Io ho votato per questo.
Salvatore Rondinelli

Un po' di tempo fa, su questo blog, si è parlato di "digital divide". Quest'espressione viene utilizzata per indicare il divario tra le possibilità di accesso alle tecnologie digitali (in particolare internet) esistente fra le diverse parti della popolazione. La Basilicata ha raggiunto un virtuoso livello di informatizzazione con il progetto "Un computer in ogni casa" che molti ricorderanno ma per quanto riguarda gli accessi alla rete siamo ancora al di sotto della media nazionale. In particolare risultano colpiti i piccoli centri come Tursi, poco redditizi per i grossi provider e quindi abbandonati a se stessi. Il problema si ripercuote soprattutto sui giovani, che partono svantaggiati rispetto ai coetanei dei grandi centri. Questi ultimi, infatti, possono accedere all'enorme bagaglio di conoscenze e abilità che la rete può dare grazie alle reti veloci, mentre gli adolescenti tursitani consumano i loro nervi nell'attesa di segni di vita dal proprio modem a 56k (esattamente come facevo io 10 anni fa).
Una risposta a questo problema viene proprio da un giovane di Tursi che da poco più di un mese ha iniziato ad offrire un servizio di connessione a banda larga, investendo in un'impresa forse rischiosa ma sicuramente utile al paese. Gli ho chiesto di fare una chiaccherata per porgergli qualche domanda in merito: con la massima disponibilità mi ha accolto nel suo studio in rione SS. Quaranta. Vi riporto quello che ne è venuto fuori, perché mi sembra interessante come iniziativa imprenditoriale(non si vedono tanti investimenti di questo tipo sul nostro territorio) e perché sono convinto che la banda larga possa essere una risorsa fondamentale per Tursi.
Tursi è piccola ma è meglio presentarsi, per coloro che non dovessero conoscerti.
Mi chiamo Mario Caldararo, sono del '77. Mi sono laureato a Pisa in Informatica e nel gennaio del 2005 ho aperto una società, grazie all'aiuto anche dei miei fratelli (Ernesto e Antonio Caldararo), la "6TSIXTY": significa 6 volte 60, che sono i 360° dell'ICT, l'Information and Communication Tencnology. La società lavora nel settore grafico, web design, mulitmedia, infrastrutture di rete e sistemistica. Dopo un periodo di inattività per via di un'esperienza formativa, nel 2006/2007, siamo tornati con questo nuovo progetto alla fine del 2007.
In breve, quale servizio offre ai suoi concittadini?
Noi offriamo una tecnologia simile all'ADSL che permette un servizio di accesso alla banda larga. In particolare abbiamo due offerte, Green e Orange: 2 Mbit/s in download per entrambe mentre, per quanto riguarda l'upload, sono disponibili 512 Kbit/s per la Orange, l'offerta dedicata alle aziende, e 256 Kbit/s per la Green, il profilo creato per i privati.
(il download è la ricezione di informazioni da internet, l'upload è l'invio di dati verso la rete; in pratica: con 2 Mbit/s si può scaricare ad una velocità massima di circa 200-250 Kbyte al secondo, ovvero in meno di 30 secondi possiamo scaricare una canzone di 5 minuti a qualità media, n.d.r.)
L'offerta Green costa 120€ per l'attivazione e 29,90 € al mese mentre per la Orange 150€ per l'attivazione e 39€ al mese, il tutto IVA inclusa.
Il servizio si chiama WeLAN, dove "We", "Noi" in inglese e LAN è il classico acronimo per Local Area Network, rete dell'area locale. Il nome è significativo, sta ad indicare che finalmente anche noi tursitani possiamo entrare senza pesanti limitazioni nell'universo di internet, e possiamo sviluppare la nostra comunità anche in questo nuovo spazio, oltre ad accedere pienamente ai contenuti del resto del mondo.
Qualche dato tecnico per gli appassionati?
La tecnologia utilizzata è quella HIPERLAN (HIgh PErformance Radio Local Area Network, n.d.r.) che trasmette ad una frequenza di 5 GHz e lavora in banda non licenziata, liberalizzata col decreto Landolfi del 2005. Abbiamo due antenne omnidirezionali per la diffusione: una sul tetto della nostra sede (l'antenna sul palo in alto a destra in foto, n.d.r.) e l'altra nei pressi del vecchio municipio. Ad ogni utente viene noleggiata un'antenna che fa da modem-utente dal costo di 5 € al mese è incluso nell'abbonamento ma può anche essere acquistata separatamente (lo scatolino scuro sulla sinistra, n.d.r.). In realtà è un router vero e proprio con due interfacce di rete: una verso la WLAN e una verso la LAN del cliente, alla quale è possibile collegare più di un computer, per esempio con uno switch. Le antenne trasmettono con una potenza inferiore ad 1 Watt e usufruiscono di una tecnologia poco penetrante, quindi in pratica devono essere in visibilità ottica tra loro per funzionare: nebbia e pioggia non infastidiscono ma alberi e pareti si.
Com'è nata l'idea?
L'idea è nata dall'esigenza personale, che molti conosceranno, di usufruire di un collegamento a banda larga come in (quasi) tutto il resto d'Italia. Gianluigi, un mio collaboratore, mi ha incentivato a portare avanti l'iniziativa. Allora abbiamo cominciato a cercare una tecnologia che si adattasse alle difficili condizioni ambientali del contesto Tursitano. C'era questa soluzione, abbastanza nota nel settore da alcuni anni, che rispondeva alle nostre esigenze e, una volta capito che era quella giusta, abbiamo cominciato a lavorare per portarla qui a Tursi.
Appena abbiamo realizzato le infrastrutture necessarie, il 4 marzo, abbiamo avuto il nostro primo cliente, e da li molti altri.
Di fatto sei un imprenditore, giovanissimo e autonomo, e ti sei imbarcato in un investimento che è una scommessa , soprattutto qui al sud, in un piccolo paese come Tursi entrando in un campo, l'Information Tecnology, già parecchio rischioso di suo: un caso più unico che raro. Cosa ti ha convinto a credere in questa impresa?
Sicuramente è un'avventura, e le avventure mi sono sempre piaciute. Ho pensato che potesse funzionare a Tursi perché dopo 10 anni di modem a 56k gli utenti hanno bisogno di qualcosa di più ma anche perché la nuova rete prevede contenuti web molto più pesanti ed esigenti in termini di banda, quindi meno accessibili per i tursitani. Portali come YouTube, MySpace o download di contenuti già da pochi megabyte, celeberrimi e utilizzatissimi nel resto del mondo, qui da noi erano "impossibili" e spesso noti solo per sentito dire. Ora non è più così.
Da molto tempo si parla di ADSL con vari gestori nazionali che, prima o poi, dovrebbero arrivare a Tursi (ma ad oggi ancora non risulta disponibile alcuna copertura). Inoltre recentemente si è conclusa la gara per l'assegnazione delle frequenze del celebre WiMAX. Come vedi la competizione con questi avversari?
Per quanto riguarda gli operatori wireless abbiamo attualmente tra i prezzi più concorrenziali d'Italia. Per quanto, invece, riguarda la banda, Telecom, ad esempio, nell'installazione di Valsinni, vende un profilo da 7 Mbit/s nominali ma la banda reale si aggira intorno a 1,2 Mbit/s (a seconda della centrale). Lo stesso si può dire delle pennette della Vodafone (modem USB per la connessione via UMTS a 7,2 Mbit/s in download e 2,1 Mbit/s in upload, n.d.r.). La banda da 2 Mbit/s che offriamo noi invece è pienamente utilizzabile. Quindi sentiamo di poter reggere la concorrenza. Per quanto riguarda il WiMAX non è un'alternativa che sarà disponibile in tempi brevi. Inoltre malgrado sia estremamente efficiente a brevi distanze, lontano dalla sorgente lamenenta le stesse limitazioni del nostro servizio, e necessita di un'antenna esterna come la nostre, e presenta problematiche di installazione anche più complesse e costose delle nostre. Comunque sono due tecnologie molto simili.
L'iniziativa è freschissima ma che prospettive vedi per il tuo business a lungo termine?
Abbiamo intenzione di offrire un servizio VoIP, che permetta di telefonare via internet con costi molto bassi. Il VoIP non è Skype (software per telefonare gratis via internet, n.d.r.), malgrado le due tecnologie siano simili. Skype utilizza infatti un protocollo proprietario (non standard a livello internazionale oltre che non controllabile a livello di sicurezza, n.d.r.), mentre il VOIP utilizza protocolli standard e conosciuti come SIP e RTP. Quindi entro alcuni mesi spero di poter offrire un servizio di telefonia via internet, anche permettendo l'utilizzo dei telefoni analogici (quelli classici). Comunque ci sono tante idee in cantiere ma prima bisogna diffondere il servizio basilare, e questo mi impegna per la maggior parte del tempo.